L’all inclusive non mi piace.
Voglio libertà. Scegliere cosa fare, quando farlo, dove farlo. Non ho, quindi, mai considerato nessuna offerta “tutto incluso”.
A volte, però, è inevitabile: o così o nulla.
Mi è capitato giovedì scorso a Torino, durante una gita con le mie figlie. La piccola voleva visitare le stanze reali, ma, scoperta, il biglietto per il Palazzo Reale è unico: stanze reali, armeria reale, pinacoteca e museo archeologico.
Un biglietto per tutto, nemmeno caro, ammetto. L’armeria è senza soluzione di continuità con le stanze reali, poi bisogna uscire e si possono visitare quadri e reperti in un’altra ala, passando da un altro ingresso.

Se tu non vuoi andare a visitare l’altro polo nessuno ti obbliga, ma, perdinci, “ho pagato, vuoi non dargli almeno un’occhiata?!”.
E quindi ecco che musei che rischiano di essere senza visitatori, vivono grazie al cordone ombelicale economico che li lega all’attrazione principale. Non ho le cifre, ma posso anche presumere che si crei un’economia di scala: con un piccolo sovrapprezzo rispetto al biglietto di un solo museo si attirano i visitatori anche negli altri e si ripagano le strutture che avrebbero comunque avuto un costo.
In definitiva ne vale la pena?
Bhe, ero con due bimbe, stanche e non appassionate di archeologia o di pittura, ma uno sguardo veloce al tutto l’abbiamo data. Mi sarei forse soffermato un po’ di più su alcune cose fossi stato solo, ma l’all inclusive obbligatorio ha convinto anche le ragazze a seguirmi e, seppur in maniera non approfondita, hanno dato un’occhiata a cose che, non obbligate, non avrebbero visto.
Dal mio punto di vista posso dire che, per mia inclinazione personale, non ho trovato entusiasmante la pinacoteca, anche se da non esperto mi sembra una collezione di tutto rispetto.
Ho invece gradito il museo archeologico, sia per la localizzazione (i sotterranei del castello reale, con le mura romane di fondamenta), sia per i reperti, tra i quali il tesoro di Marengo, del quale non sapevo nemmeno l’esistenza, ma che da solo merita la visita (un busto in lamina d’argento dell’imperatore Lucio Vero), e la ricostruzione di una tomba logobarda con l’analisi e l’anamnesi dei resti presenti: un “vecchio” di 50 anni.
In definitiva, quindi, devo ammettere che l’all inclusive ha i suoi vantaggi, anche se mi è facile aprezzarlo quando si manifesta nei musei, ma continuo ad avere tutti i dubbi per le ferie in generale.
Come giornalista mi è stato offerto l’ingresso al museo. Non c’è nessuno che per farmi cambiare idea vuole offrirmi un all inclusive anche per delle vacanze?
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