Comunicazione & Contesto

Una piccola esperienza personale, recentemente capitatami, può essere la base per un più generale discorso su come un messaggio comunicativo, per poter ben essere compreso dal destinatario, debba prendere in considerazione anche il contesto in cui avviene.

Nel bagno di un museo, in mezzo ai due lavandini, trovo (attaccata allo specchio) la foto di come utilizzare i rubinetti.

Istruzioni per un rubinettoIstruzioni per l’uso per dei rubinetti? Cosa ci dovrebbe essere di più autoesplicativo del funzionamento di un rubinetto?
In questo caso la concomitanza di un design inusuale e del contesto specifico (bagno pubblico) ha creato, però, un errore comunicativo.

Come si vede dalla foto, infatti, il rubinetto era un bell’oggetto con uno stile lineare grazie all’eliminazione della leva del miscelatore. In un contesto privato chiunque, dopo un possibile primo smarrimento, avrebbe capito che il corpo stesso del rubinetto era il rubinetto e che si doveva applicare su di esso la rotazione.

In un bagno pubblico, però, al giorno d’oggi l’utente si aspetta di trovare, sempre più spesso, rubinetti automatici con cellule fotoelettriche. Rubinetti che sono caratterizzati proprio dalla mancanza della leva del miscelatore.

Ecco, così, come il contesto ha prodotto un errore nella comunicazione (come apro l’acqua?) alla quale si poteva ovviare soltanto in due modi: correggere l’errore (sostituire il rubinetto) o andare a spiegare esplicitamente il funzionamento  (appunto la foto con le “istruzioni per l’uso).

Ovviamente è stata seguita la scelta più economica, ma, se nello scegliere gli accessori del bagno, l’architetto, o chi per esso, si fosse interrogato su come sarebbe realmente stato veicolato il messaggio “apri l’acqua”, si sarebbe potuto evitare la necessità di una spiegazione esplicita.

Cosa insegna questa storiella?

  1. Il contesto nel quale avviene influenza la comunicazione: per comunicare occorre, necessariamente, capire quel contesto e adeguarvisi, accettandone le convenzioni senza prescindere da esse.
  2. Una comunicazione non è giusta o sbagliata a prescindere: capire il mezzo attraverso cui viene veicolata e il destinatario a cui è indirizzata è il primo passo per non sbagliare.
  3. Infine, soprattutto, se un messaggio va spiegato, allora è un messaggio sbagliato!
Marco Campagnolo
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