Marco Campagnolo

www.PensoQuindiScrivo.it &  www.MarcoCampagnolo.ink: blog e sito professionale di Marco Campagnolo, libero professionista.

Qui scoprirai il “di tutto un po’” di Marco Campagnolo. 
«Uso il mio blog, infatti, sia come una sorta di “biblioteca” del materiale che utilizzo come formatore, sia come luogo dove fissare nel tempo pensieri e impressioni che raccolgo durante la mia vita professionale e personale».

Su www.marcocampagnolo.ink c’è, invece, il racconto del Marco Campagnolo prettamente professionista «Spiego cosa faccio e quale è il mio metodo di lavoro. 

Cosa fa Marco Campagnolo per te

«Ti aiuto a lasciare una traccia di te attraverso la scrittura…».

Passando da pensiero a scrittura perdi qualcosa?
Ti manca poco perché la tua idea renda, ma quel poco ti sfugge?
Il concetto ti è chiaro, ma come l’hai scritto non rende?

Ricordati che scrivere:
È comporre un puzzle di parole
È realizzare un lavoro da artigiano
È creare un “muretto a secco” che si auto regga

Che sia per un comunicato stampa, per un post di un blog, per una presentazione aziendale, per un sito internet, ma anche per un progetto tecnico, il fine non cambia: 
scrivere serve a lasciare un segno.

«Io, Marco Campagnolo, posso aiutarti a lasciare quel segno».

Dobbiamo però parlarci, conoscerci e comprenderci per capire come lavorare insieme,
quindi contattami, scrivimi, raccontami chi sei, cosa stai cercando, come posso esserti utile… 
in pratica: prendiamoci un caffè (anche virtuale) insieme:

Tutto su Marco Campagnolo

Classe 1969, ma non uomo del secolo scorso.

foto di Marco Campagnolo

«Tranne per l’istruzione (le scuole, l’università, il mio primo corso post laurea), la mia formazione “on the job” è avvenuta, praticamente, nel nuovo millennio, anche se formalmente iniziata qualche anno prima».

Fin dal primo impiego, nel 1998, è fondamentale l’uso di quella tecnologia che da lì a poco non solo si sarebbe diffusa, ma sarebbero divenuta la base per qualunque professione: l’Ict.

Come è Marco

«Spesso serio, cerco di non essere mai serioso (un po’ quello che provo a fare in questo  blog), né nella mia vita professionale, né (anzi, soprattutto) in quella privata».

Così la serietà viene “contenuta” dall’ironia, anche utilizzando  iperboli che possono sconfinare nell’assurdo… a volte spiazzando un po’ coloro con i quali non vi è ancora una approfondita conoscenza.

Ma la serietà è la base per poter consigliare, suggerire, spiegare. «Quando persuado qualcuno di qualcosa, voglio ottenere il risultato attraverso la bontà delle mie argomentazioni, facendo sì che quel qualcuno sia, alla fine, convinto delle mie ragioni e le condivida».

Cosa fa Marco Campagnolo

«Lavoro con aziende, con persone e con associazioni, aiutandole a comunicare sé stesse, facendo da tramite con i mezzi di informazione o con i clienti. 

Individuo insieme ai miei partner le loro particolarità, per esporle nel migliore dei modi, che sia in una intervista, in un sito internet o in un post social.

Opero anche nella formazione professionale, sia rivolta agli adulti che ai ragazzi, cercando di tirar fuori il meglio da ognuno, per far esprimere capacità e potenzialità».

Marco Campagnolo a colpo d’occhio

«Per chi desidera conoscere puntualmente aziende, associazioni e persone con le quali ho lavorato, può leggersi il mio curriculum vitae (che fornisco in pdf). Chi invece desidera semplicemente vedere a colpo d’occhio tutte le attività da me svolte negli anni, anche quelle secondarie rispetto alla mia attività principale… una bella infografica è… divertente!».

Questo blog: “Penso Quindi Scrivo”

Innanzi tutto: “Penso Quindi Scrivo”…. serve o non serve spiegare il nome? 

Marco Campagnolo "misterioso"

In realtà spiegare una battuta, solitamente, significa che la battuta non è riuscita… e io non voglio crederlo! D’altra parte vi è sempre da ricordare la regola d’oro: “non sempre ciò che si ritiene ovvio è realmente tale”…

Alla fin fine, quindi, forse la soluzione è spiegare senza spiegare, rimanere un po’ sibillini. Quindi citare “Cartesio“ dovrebbe essere sufficiente.

Perché un blog?

Due risposte semplici semplici a questa domanda: Perché no? Perché si!

«Mi capita di avere qualche idea, qualche concetto, qualche suggerimento che mi frulla nella testa e che mi piacerebbe condividere. E ho deciso di farlo».

Inoltre nell’attività di formatore a volte (spesso) è utile avere testi scritti da dare agli allievi. E così si può “pescare” dai post per fornire materiale.

In realtà è vero anche il contrario e dalle lezioni possono venire idee da usare per dei post… che si possono sempre usare, in futuro, come materiale didattico.

E poi… un blog è un biglietto da visita! 

Le categorie di questo blog

Sei le categorie in cui sono suddivisi e categorizzati i post.

In “scrivere” tratto temi che ruotano intorno alla scrittura: dal giornalismo allo stile, dalla scelta dei termini alla leggibilità

In “comunicare” cerco di descrivere come andare oltre il semplice atto di trasferire parole cercando di arrivare a trasferire concetti comprensibili

In marketing racconto esperienze, idee, suggerimenti di questa “arte” che non è una scienza esatta 

In internet esploro le regole comunicative del mondo web… non sempre realmente conosciute da tutti

In viaggiare: racconto le mie esperienze, magari cercando di evidenziare quegli aspetti più inerenti la comunicazione e il marketing

In cose varie infilo tutto ciò che è difficile incasellare altrove: un calderone del tutto un po’

Il medesimo post può comparire in più sezioni. Questa è una scelta voluta perché, in realtà, questa suddivisione (come per tutte le cose al mondo) non è a comparti stagni, le categorie si intersecano e si compenetrano.

I “tag”

Oltre che assegnati a delle categorie, i post pubblicati vengono definiti anche con dei “tag“, delle etichette che li uniscono in modo trasversale. 

Questi tag sono in continuo sviluppo ed evoluzione. In ogni pagina del blog, ad esclusione della home, nel “piede” (quello che in inglese viene definito “footer“) e nella colonna di sinistra vi è una “nuvola” delle etichette in uso, ognuna con indicato il numero di post che la utilizza. Ovviamente questo elenco è linkato.

Il blog e lo stile

«Preferisco chiarirlo bene: nei miei scritti sono serio, nonostante lo stile, a volte, usato possa essere ironico».

Lo stile è un elemento portante in una comunicazione scritta.

È lo stile che si decide di impiegare a determinare il modo in cui un documento verrà letto.

In questo blog si passa dall’ironia spinta alla serietà, perché variare è il sale della vita.

Il logo di Marco Campagnolo

CM

«L’interpretazione del mio logo è uno di quei casi in cui ciò che si ritiene ovvio, che io ritengo ovvio, in effetti non è  poi così evidente per altri. Per questa ragione mi capita di doverlo spiegare. Quindi lo spiego anche, qui, nel mio blog».

Il disegno ricorda un cappello a tesa larga. È formato dalle iniziali del mio nome (“M” di Marco e “C” di Campagnolo) interlacciate in modo tale da disegnare un cappello stilizzato.

Ma perché il cappello?

«Una prima risposta è che a me piacciono i cappelli a tesa larga e, di inverno, li uso».

La seconda risposta si rifà all’iconografia classica del giornalista anni ’50, con il cappello recante la targhetta “press” incastrata nel nastro.

Logo Penso quindi... Scrivo

«Ed è a questa iconografia, con un pizzico di serietà  e molta ironia, a cui ho voluto ispirarmi».

Per questo blog il logo viene un po’ modificato aggiungendo il nome del blog, ovvero la “battuta” su Cartesio di cui sopra. 

La frase “Penso Quindi… Scrivo” viene, in questo caso sistemata graficamente in modo da ricordare un viso.