L’Inbound Marketing… “de noantri”

Inbound Marketing… che bello! Tu stai lì, fermo, e sono gli altri a trovarti, a scriverti, a offrirti collaborazioni o incarichi.

La "rete" dell'Inbound MarketingInbound Marketing… tu stai tranquillo, come un ragno al centro della sua rete, e sono le mosche che vengono a cercarti, che ti cadono in grembo e che si immolano alla tua tavola.

Inbound Marketing… il sogno di qualunque azienda, di qualunque professionista: avere clienti senza fatica!

Ma siamo certi? È così semplice l’Inbound Marketing? Ovviamente no.

Il “migliore dei mondi possibili”, come insegna Candido di Voltaire, non è poi cosi “migliore” e alla fine il proprio orticello, non c’è nulla da fare, va coltivato!

Cos’è l’Inbound Marketing

Partiamo dall’inizio e capiamo di cosa stiamo parlando. Facciamolo nel più classico (da 15/20 anni a questa parte) e semplice dei modi: una “goggleata”, che ci porta su Wikipedia (come spesso succede):

Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in), in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out), che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. [fonte: it.wikipedia.org/wiki/Inbound_marketing]

Il più classico esempio di Inbound Marketing che mi sovviene è il negozio: il commerciante sta fermo e sono i clienti che entrano per chiedere i prodotti.

Al giorno d’oggi, però, quando si parla di Inbound Marketing il pensiero vola immediatamente a Internet. Sito, social, blog… un ecosistema che dovrebbe essere indicizzato dai motori di ricerca e che (quasi magicamente) segnala noi e i nostri prodotti a chiunque nel mondo sia interessato.

Ma è facile fare Inbound Marketing?

Metto on line un sito, scrivo due cose sul blog, pubblico qualche post su Facebook e, abra cadabra, il gioco è fatto: i clienti verranno a me a frotte e io guadagnerò senza fatica commerciale!

Ovviamente così non succede. Fare Inbound Marketing su internet è dispendioso e difficile. Si è solo uno dei tanti pesci nel mare e spesso non si è, nemmeno, il più grosso. È necessario non solo un investimento iniziale, ma anche, e soprattutto, investimenti costanti (se non crescenti) nel tempo.

Anche per il ragno di cui sopra la tela è stata una fatica: ha dovuto scegliere il posto, l’ha dovuta tessere e deve costantemente manutenerla, se no si riempie di buchi.

Come fare Inbound Marketing?

No, non darò regole qui, per due motivi:

  • In rete si possono trovare testi di tantissimi (e spesso sconosciuti) guru che vi sapranno dare le “5 regole d’oro”.
  • In realtà sono convinto che non vi siano “regole d’oro”, ma un lavoro certosino e continuo.

Allora perché un articolo su questo argomento? Perché non è questo l’argomento di questo articolo, come potete capire se vi riandate a leggere il titolo.

“Inbound Marketing” de noantri? E che vo’ di?

Io parto dal presupposto che mettere in campo questa strategia commerciale non è facile. Non è facile in genere, ma lo è ancora meno nei casi di piccole realtà, che spesso non hanno grandi budget a disposizione.

In questi casi, quindi? Quindi si continua col buon vecchio metodo (ovviamente calato nella situazione attuale) del “porta a porta”.

Inbound Marketing de Noantri: il biglietto da visitaI clienti, i “prospect” per dirla con un anglismo di moda, si cercano, si individuano, si agganciano nei soliti modi (e comunque, sempre, con fatica), ma si sa che al giorno d’oggi la prima cosa che una persona fa quando vuole avere informazioni su qualcosa che non conosce è effettuare una ricerca su Internet.

Ecco: noi è a questa ricerca su internet a cui dobbiamo essere pronti.

“Inbound Marketing” de noantri, ad esempio…

Immaginate un po’: venite contattati dalla Miglior Azienda Al Mondo Srl. La proposto vi sembra interessante, desiderate approfondire, aprite Google e scrivete “Miglior Azienda Al Mondo Srl” e… nulla!

Nessun sito o sito vecchio e non aggiornato. Poche e indirette informazioni. Pagina Facebook (o Linked In, o entrambe) abbandonate a se stesse.

Oppure trovate siti, blog, social tutti belli, ultramoderni e con grandi effetti grafici, ma poi… cercate le informazioni di vostro interesse e trovate fuffa, cercate le ultime notizie e trovate foto di gattini, cercate risposte e trovate domande.

Cosa farete in questi casi? Continuerete a ritenere probabile una collaborazione? Vi fiderete di un’aziende di cui non riuscite a trovare nulla o a capire cosa fa e come lo fa? Investirete tempo e denaro in un’azienda che risulta invisibile al Grande Fratello della rete?

Se la risposta alle mie tre domande è sì… beh, vuol dire che sono io a non aver capito nulla del mondo.

In caso contrario iniziate a pensare all’Inbound Marketing “de noantri”: non tanto un metodo per farsi trovare, ma un sistema per farsi conoscere e per farsi riconoscere. Un metodo per mostrare ai vostri potenziali clienti non solo che esistete, ma che quello che offrite può essere di loro interesse e che potrà aiutarli.

Marco Campagnolo
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