Capita di dover effettuare una “analisi di sito web”, per determinarne l’efficacia e margini di miglioramento sia dal punto di vista tecnico, sia da quello comunicativo.
Ma in una simile attività cosa va analizzato? A mio modo di vedere cinque, più uno trasversale, sono gli elementi di cui tenere conto.
1. Analisi sito web: reperibilità in rete
Non solo quello che ormai tutti verificano, ovvero il posizionamento sui motori di ricerca (che è poi un modo elegante per dire, il più delle volte, Google…), ma anche l’analisi del nome dominio non è da ritenere secondaria.
Ancora oggi si trovano siti con il meno “-” nel nome, soluzione non solo “fuori moda”, ma di difficile comunicazione (si pensi quando occorre dettare il nome sito al telefono) e che rende più complicata la digitazione dell’indirizzo (“quale è il meno? dove lo trovo sulla tastiera? ma è quello basso o quello alto?…”)
Vi sono, poi, aziende che usano una serie di nomi tra loro non omogenei per i siti localizzati nelle varie lingue.
Anche la corrispondenza tra brand e indirizzo internet non sempre è ottimale. A volte ciò è causato da un certo “affollamento” attorno a quel nome, ma è comunque un problema di cui tener conto.
2. Analisi sito web: il codice
Ormai molti siti sono creati con strumenti standard (wordpress, jumla, drupal, per citare i più famosi) e quindi i realizzatori non hanno un vero controllo di come sia scritto il codice. Spesso non è nemmeno così mal scritto, ma errori se ne trovano.
Purtroppo usando questi sistemi (veloci e a basso prezzo, sia per la realizzazione che la gestione) non sempre è facile intervenire per correggere. Come sempre si ottiene quello per cui si paga, basta esserne consapevoli. Ad esempio il mio stesso blog pensoquindiscrivo.it, realizzato con wordpress, non ha un bel codice pulito. Lo so, ma i vantaggi di utilizzare questo cms superavano per me e per le mie esigenze, i difetti che si portava dietro e quindi ho fatto la mia scelta.
Certo è che se si può accettare che siti costruiti a basso budget, che usano strumenti standard, abbiano codice “sporco”, diventa molto strano quando anche siti di grandi aziende, dove il budget non è risicato, siano scritti in modo non corretto.
Nota bene: ovviamente nell’analisi del codice rientra la verifica della compatibilità del sito con i vari strumenti, da scrivania o mobili.
Se il sito è piccolo tutto si risolve con un “Home, chi siamo, cosa facciamo, contatti”. Ma quando il sito è più complesso? Allora occorre analizzare adeguatamente l’albero di navigazione per verificare non vi siano illogicità, ripetizioni o argomenti nascosti, quando andrebbero messi in evidenza.
La descrizione delle attività di una organizzazione che finiscono sotto il “Chi Siamo”, indirizzi mail di contatto da cercare con il lanternino nelle varie pagine, prodotti che si raggiungono solo attraverso altri prodotti senza una lista esaustiva… sono tutti esempi di errori che capita di trovare nel web, insieme a ramificazioni quasi infinite di argomenti che più che ad un albero danno vita a un labirinto.
Un buon sito dovrebbe essere navigabile con la stessa semplicità che occorre nel leggere un libro.
4. Analisi sito web: accessibilità e usabilità
Definiamo i termini.
Usabilità è la ricerca di soluzioni che (come si diceva al punto precedente) rende facile da usare un sito. Ad esempio, in una lista non esaustiva: link chiari (colori che li contraddistinguano, sottolineatura, puntatore che diventa manina); nomenclatura standard e coerente (se in una pagina c’è “cerca”, in un’altra per una analoga azione non ci può essere “vai”); informazioni facilmente rintracciabili; uso dei menù coerenti nelle varie sezioni; codici colore che abbiano una logica…
Accessibilità è l’utilizzo di tutte quelle tecniche che rendono il sito fruibile anche per persone non normodotate. Tecniche, però, che in definitiva rendono il sito maggiormente fruibile anche per tutti gli altri. A parte altre considerazioni generiche, va infatti considerato che tutti, in situazioni Analisi sito webspecifiche, possono non essere nella possibilità di usare tutti i propri sensi.
Esempio semplice per capire il concetto: una descrizione sonora. Ovviamente un audioleso non potrà raggiungere le informazioni fornite se non attraverso eventuali sottotitoli. Sottotitoli che, comunque, saranno utilissimi anche per un individuo udente che si trovi in una situazione in cui non può attivare il sonoro.
Similmente dare il giusto contrasto tra sfondo e testi è fondamentale per chi ha problemi visivi, ma sicuramente migliora la lettura anche per chi vede normalmente.
5. Analisi sito web: i contenuti
Ovviamente i contenuti sono fondamentali nell’analizzare un sito. Devono essere coerenti, scritti in maniera adeguata al target per il quale il sito è stato costruito, grammaticalmente corretti e, soprattutto, fornire le informazioni che il visitatore sta cercando. Non ultimo devono essere aggiornati.
+1. L’uso di strumenti automatici di verifica
Non è un vero punto di controllo. Operativamente non è nemmeno l’ultimo.
Utilizzare strumenti automatici che analizzano le pagine (se ne reperiscono vari in rete, ultimamente io uso lo strumento messo a disposizione online da bdc.ca) non è esattamente un punto di controllo. È, più che altro, una azione iniziale per avere una linea guida, una visione dall’alto, del sito che si vuole esaminare.
Quello che ci si deve, però, sempre ricordare è che questi strumenti (almeno allo stato attuale della tecnologia) sono “stupidi” e vi è sempre necessità di una interpretazione umana e ragionata dei risultati che danno.
Un esempio
Ho inserito in un file pdf una verifica reale di un sito di un brand internazionale. È un esempio per chi desiderasse vedre come può svilupparsi una analisi di sito web: analisi-sito-web-un-caso-reale.
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