Comunicazione… facciamo a capirci

Comunicazione implica il farsi capire. Questo è, secondo me, un assioma che non necessita di essere dimostrato. È però vero che non sempre tutti lo comprendono e non sempre viene data vita a un processo di comunicazione adeguato.

una figura che parlaSono partito da questa considerazione per impostare la mia prima lezione del modulo di “Tecniche di Comunicazione” del corso di marketing organizzato da un ente di formazione della mia zona (Casa di Carità Arti e Mestieri) e con il quale collaboro.

Ai miei studenti ho voluto, così, presentare una serie di slide, non per dar loro delle regole, ma degli spunti di riflessione sull’atto del comunicare, sulla comunicazione, sul giornalismo e sul rischio di fraintendimento.

Una figura che ascoltaNella presentazione ho, semplicemente, riportato una serie di citazioni utili per stimolare il ragionamento sull’argomento. Titolo della lezione era: “Comunicazione & Giornalismo – citazioni per pensarci un po’ su…“.

Parto dal classico 5W+1H al quale faccio seguire una considerazione sulla difficoltà di capire il “why” (citazione da Lois McMaster Bujold, NB paragrafo aggiunto a luglio 2021), passo all’assioma di cui sopra (citazioni da Havener Thorsten e Cathleen Schine), accenno all’importanza della comunicazione per un’azienda (Harry Ford), passo a un elogio della semplicità e alla sua difficoltà (Giovannino Guareschi e Blaise Pascal), integro il concetto con l’importanza della lunghezza di un testo (citazione dal film “Il Grande Freddo”), evidenzio il rischio, però, di una eccessiva semplificazione (George Orwell), esamino la “bufala” dell’oggettività nel giornalismo (Indro Montanelli). Infine chiudo il tutto con un esempio pratico di “misunderstanding”: io voglio dire, ma tu capisci, io insisto con le medesime modalità comunicative e il malinteso si approfondisce (Natale Polci).

Di seguito ricostruisco quelle slide.


MEMO sempre UTILE

Chi cosa quando dove perché come

  • who (chi)?
  • what (cosa)?
  • where (dove)?
  • when (quando)?
  • why (perché)?
  • how (come)?

Lois McMaster Bujold

Lois Mcmaster BujoldCosa, dove, come, chi, a queste domande spesso basta l’evidenza fisica a dare una risposta. Ma il perché è sempre sepolto dietro altri motivi superficiali, dei quali alla fine ci accontentiamo, per timore di vedere riflesso qualcosa di noi in quello specchio oscuro.
(info su Lois McMaster Bujold)


Thorsten Havener

foto di HavenerLa comunicazione non è quello che diciamo, bensì quello che arriva agli altri
(info su Thorsten Havener)


Cathleen Schine

Comunicazione-Cathleen-SchineLa lettera nel momento in cui la infili in una busta cambia completamente. Finisce di essere la mia e diventa la tua. Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu.
(info su Cathleen Schine)


Henry Ford

foto di FordLe anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite.
Qual’è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.

(info su Henry Ford)


Giovannino Guerreschi

foto di GuareschiComunque, è sempre infinitamente più difficile essere semplici che essere complicati
(info su Giovannino Guerreschi)


Blaise Pascal

Ritratto di PascalSe avessi avuto più tempo, ti avrei scritto una lettera più breve
(la frase è attribuita a Blaise Pascal)


Il Grande Freddo

Locandina de (Il Grande Freddo"Michael (Jeff Goldblum) Dove lavoro, abbiamo una sola norma editoriale: non scrivere niente di più lungo che l’uomo medio non legga durante una cacata media… Sono stufo che il mio lavoro venga letto nei cessi.
Harold Cooper (Kevin Kline) La gente leggeva Dostoevskij nel cesso.
Michael (Jeff Goldblum) Non in una cacata sola, però.

(Il Grande Freddo è un film del 1983 di Lawrence Kasdan)


George Orwell

Foto di OrwellFine specifico della neolingua non era solo quello di fornire … un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero
(da “1984“, Appendice, I principi della Neolingua. Info su George Orwell)


Indro Montanelli

Foto di MontanelliMolti lettori ci chiedono di spiegar loro in maniera concreta in che cosa consista la “oggettività e completezza dell’informazione” a cui rumorosamente e regolarmente si appellano i giornalisti ogni volta che si adunano per questo o quel motivo. Lo facciamo con un esempio di fantasia. Supponiamo che Carter e Breznev si cimentino in una corsa podistica, e che Carter vinca. I giornali americani applicheranno l’oggettività e completezza della informazione dando la notizia con questo titolo: “Sfida fra Carter e Breznev: Carter primo, Breznev ultimo”. I giornali russi applicheranno la stessa regola con questo titolo ugualmente inappuntabile: “Breznev secondo, Carter penultimo”
(“Controcorrente” del 16 novembre 1978. Info su Indro Montanelli)


Er passero ferito

di Natale Polci

Era d‘Agosto. Un povero uccelletto, ferito da la fionna d’ un maschietto,
s’agnede a riposà co ‘n’ ala offesa, su la finestra aperta d’una chiesa.
Da le tendine der confessionale, un prete intese e vidde l’animale,
ma dato che lì fori, c’ereno nun so quanti peccatori,
richiuse le tendine espressamente, e se rimise a confessà la gente.
Ma mentre che la massa de persone, diceva l’orazzione
senza guardà pe’ gnente l’ucelletto, ‘n omo lo prese e se lo mise in petto…
Allora ne la chiesa se sentì, un lungo cinguettìo: cì-cì, cì-cì…
Er prete, risentendo l’animale, lasciò er confessionale,
poi, nero nero peggio de la pece, s’arampicò sur purpito e lì fece:
-Fratelli, chi ha l’ucello per favore vada fora dar Tempio der Signore!-
Li maschi, tutti quanti in una vorta, partirono p’annà verso la porta,
ma er prete, a que lo sbajo madornale: -Fermi!- Strillò- che me so espresso male…
Tornate indietro e stateme a sentì: qua, chi ha preso l’ucello deve uscì!-
A testa bassa e la corona in mano, cento donne s’arzorno piano piano.
Ma mentre se ‘n’annaveno de fora, er prete ristrillò:- Ho sbajato ancora!
Rientrate tutte quante fije amate, ch’io nun volevo dì quer che pensate.
Io v’ho già detto e ve ritorno a dì, che chi ha preso l’ucello deve uscì,
ma io lo dico a voce chiara e stesa, a chi l’ucello l’abbia preso in chiesa!-
In quello stesso istante, le moniche s’arzorno tutte quante,
eppoi, cor viso pieno de rossore, lasciarono la casa der Signore.

(Un anonimo ha poi concluso con questi altri versi)
Er prete co’ la faccia imbambolata, capì che aveva detto ‘na cazzata
E sentenziò: – Rientrate piano piano… sorta chi adesso cià l’ucello in mano!-
Una ragazza che cor fidanzato, stava co’ lui a sede sur sagrato,
disse impaurita, cor visetto smorto: – che te dicevo? A stronzo! Se n’è accorto!-
Ma quello che nessuno ha mai capito è perché pure er chirichetto s’è arzato e se n’è ito…

(info su Natale Polci)
Nota: Trilussa riprese la poesia del Polci in “L’uccelletto”
Con alcuni “arrangiamenti” la versione di Trilussa è stata recitata da Andrea Bocelli.

Marco Campagnolo
Latest posts by Marco Campagnolo (see all)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.