La leggibilità di un testo dipende da vari fattori. Senza tema di smentita posso affermare che la punteggiatura è uno dei principali.
La punteggiatura permette al lettore di interpretare come va letto un testo, quale è l’intonazione da dare alle parole, cosa fa parte della frase principale e cosa no, dove sono le pause (utili anche per respirare…).
La diversa posizione della punteggiatura può, addirittura, cambiare il significato di una frase.
Non solo leggibilità, ma significato
Quando ero alle elementari la maestra raccontava la storia di come “Per un punto Martin perse la cappa“. Similmente la sibilla sempre indovinava la profezia, perché bastava spostare una virgola per modificare il responso. Infine, più recentemente, una comunità on line di scrittori ha ricordato come l’uso della virgola può salvare una vita (l’immagine originale è qui affianco, di seguito una mia traduzione non letterale): la virgola trasforma un invito al cannibalismo (mangia Marco) in un commento di un genitore sfinito (mangia, Marco).
La punteggiatura, con il punto, dà la lunghezza della frase. Più una frase è lunga, più obbliga il lettore a una aggiuntiva attenzione per districare l’interlacciarsi di concetti. E il risultato è che la leggibilità del testo diminuisce. Purtroppo, soprattutto chi non è uso a scrivere, tende ad “andare lungo”. Ma, come mi capitò di commentare una volta con degli amici, “metter un punto non è segno di debolezza!”.
Aumentare le frasi aumenta la leggibilità
Battute a parte, spesso e volentieri due frasi (se non tre) sono meglio di una. Detto in altre parole: dividere i concetti che si vogliono esprimere in più frasi è un modo per aumentarne la leggibilità. Di esempi se ne possono inventare a iosa, ma io, che sono iconoclasta, preferisco prendere un mostro sacro come esempio: il Manzoni.
Mi ricordo che, semi ironico, chiesi una volta a una mia professoressa di Italiano se le sarebbe piaciuto che, noi studenti, scrivessimo come Manzoni. Lei mi rispose seria e tranchant (cito a memoria): “No. Stile antico e fraseggio difficile”. In effetti, ammettiamolo, la leggibilità dei Promessi Sposi non è proprio il massimo. Frasi lunghe, incisi, intercalari, virgole, punti e virgole e via così. Se in un articolo su un giornale, o su un post in un blog, si scrivesse in tale maniera, nessun lettore andrebbe oltre la seconda riga.
Poca leggibilità in Manzoni…
Prendiamo come esempio l’incipit dei Promessi Sposi:
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendii lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l’ossatura de’ due monti, e il lavoro dell’acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de’ torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna.
Sono 519 battute (630 con gli spazi) dall’inizio al primo punto: in pratica una “breve” su un giornale. Poi, probabilmente, un po’ di fiato è iniziato a mancare anche all’autore, perché la seconda frase è più corta (420 lettere, 512 con gli spazi). La terza e la quarta frase sono, infine, “umane”: 156 (182) e 173 (213) battute.
Si, certo, il Manzoni riesce a giocare ottimamente con le virgole, gli incisi e il ritmo. È possibile, quindi, (più o meno) seguire il flusso del discorso. Con qualche punto in più, qualche subordinata in meno e la sparizione di vari incisi, però, probabilmente Manzoni sarebbe riuscito a farsi odiare un po’ meno da generazioni di studenti.
Manzoni: aumentiamone la leggibilità
Provo, di seguito, non tanto a fare la parafrasi del testo manzoniano, quanto a rivederne la punteggiatura. Anche se, per “rivedere” la punteggiatura, diventa necessario rimaneggiare il testo. In neretto segnalo le parti che ho dovuto aggiungere per far funzionare le frasi… una sorta di “restauro a vista”!
Il ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno si incastra tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli. Quasi a un tratto viene a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte. Il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione. Sembra che segni il punto in cui il lago cessa e l’Adda rincomincia. Ripiglia, poi, nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.
Mi fermo qui e non proseguo nel mio agire eretico. Penso di aver già chiarito il mio pensiero: nello scrivere, la prima cosa da considerare è il non complicare la lettura. Più la frase è lunga, più la punteggiatura deve essere perfetta. Più la frase è breve, più è facile da gestire la punteggiatura. Ma anche con una punteggiatura perfetta, la lettura di frasi lunghe è di per sé stessa complicata.
E se la lettura è complicata… addio leggibilità!
Leggibilità: i consigli finali
Quindi i consigli che si possono dare sono:
- frasi brevi
- al massimo un inciso per frase
- gli incisi siano brevi
- mai un inciso di un inciso
- non allontanare troppo il soggetto dal verbo
- se per dare il giusto tono a una frase, occorre fare una pausa, vuol dire che almeno una virgola serve
- respirare è necessario: meglio usare i punti
- se in una frase sono espressi più concetti, forse è meglio suddividere in più frasi
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