Blocco dello scrittore… ok, allora… il blocco dello scrittore… ecco, cioè… il blocco dello scrittore…
Va bene, va bene… adesso inizio seriamente.
Anche se… anche se le prime righe di questo testo contengono una verità: quando il blocco dello scrittore mi colpisce, il cervello mi va in “loop” e la stessa parola, la stessa frase, lo stesso concetto continuano a ripresentarmisi senza che io riesca a proseguire il ragionamento.
E quindi…
Come affronto io il blocco dello scrittore?
Il mio metodo potrebbe essere utile per altri?
Questo post sarà autoreferenziale, o avrà una logica erga omnes?
Rispondo per prima alla terza domanda: questo post sarà necessariamente autoreferenziale. Mi baserò esclusivamente sul mio modo di vincere il blocco dello scrittore.
Però, e giungiamo quindi alla seconda domanda, ritengo che la mia esperienza possa essere utile anche ad altri.
E per quanto riguarda la prima domanda… questo post vuole esserne la risposta.
Nota iniziale: Google e blocco dello scrittore
Con una googlata con chiave “blocco dello scrittore” si ricevono 1.480.000 risultati.
I metodi per “superare”, “risolvere”, “vincere” il blocco dello scrittore la fanno da padroni: nel momento della mia prova 7 risultati su 10 nella prima pagina di ricerca.
E, forse, anche negli altri tre casi solo nel titolo non viene annunciata la soluzione: non lo so. Ho voluto scrivere questo post senza farmi influenzare da altri e quindi non ho letto nemmeno una di quelle pagine individuate da Google.
Cos’è per me il blocco dello scrittore
Quando sono colpito dal “blocco dello scrittore”, invece che essere io a far ballare le parole, sono le parole che fanno ballare me.
Chiunque lavori con le parole (o “lavori le parole”) sa l’importanza di trovare il termine giusto, la giusta catena di espressioni, il giusto ritmo delle frasi. A volte, però, qualcosa va in cortocircuito e non si riesce a creare il disegno che si desidera.
Oppure, cosa fors’anche più grave, sono proprio i concetti che non vengono in mente: il “cosa scrivere”, il racconto, non si appalesa e si rimane bloccati sull’ultima immagine fermata sulla carta.
Questa seconda possibilità raramente è quella che capita a un giornalista, in quanto questi lavora non sulla fantasia, ma su un canovaccio già definito, che sia un evento, una intervista, un fatto di cronaca. In questo post mi concentrerò su questo caso, a me più vicino. Penso, però, che alcune delle mie soluzioni possano essere usate anche per “sbrogliare” una storia.
Non combattere il blocco dello scrittore… assecondalo
Non riuscire a proseguire una frase può bloccare l’intero racconto che si voleva delineare. A pensarci sempre di più, si rischia solo di incartarsi senza arrivare a una soluzione.
In questi casi è meglio lasciare lì, far depositare la polvere, pensare ad altro, anche giocare o leggere, per poi riprovare a vedere se le cose girano.
A me è successo di lasciare un articolo in salamoia per una intera giornata e poi riprenderlo a mezzanotte e scriverlo tutto in una ventina di minuti…
Nulla come la fretta batte il blocco dello scrittore
Non ce nulla per oliare gli ingranaggi del cervello che sapere che la scadenza è dietro l’angolo: entro quaranta minuti chiude l’edizione? Il pezzo si scrive da sé. Non si ha quasi bisogno di ragionare e le parole si infilano una dietro l’altra, come in una collana di perline.
Peccato che il cervello sia furbo: non puoi fargli credere che la scadenza sia prossima quando non è vero… anche se la necessità di passare ad altre attività a volte riesce a convincerlo a darsi una mossa…
Cercare la parola per dribblare il blocco dello scrittore
A volte è solo una parola che manca a fermare il processo creativo. Sai che per il concetto che vuoi esprimere c’è una parola giusta, specifica e perfettamente descrittiva… ma non ti viene.
In questo caso la soluzione è facile: prendi un dizionario dei sinonimi (in rete io uso quello della Treccani) e vai per agganci successivi: inizia dalla parola che sai non essere precisa, ma è l’unica che ti si presenta, da quella passi a un’altra, poi a un’altra e spesso (non sempre) alla fine si riesce ad arrivare al termine ricercato.
Rileggere il già scritto per bypassare il blocco dello scrittore
Il blocco dello scrittore è un pò come una salita che non si riesce a superare. A volte basta tornare indietro, prendere la rincorsa e, di slancio, superare l’ostacolo.
Similmente andare a rileggere dall’inizio quanto già scritto permette di riprendere il ritmo del racconto e arrivare all’ultima parola scritta con nuovo slancio.
Rivedere il già scritto e dimenticare il blocco dello scrittore
Non vai più avanti? Non importa, torna indietro e vai ad effettuare il lavoro di fino su quanto già scritto.
Normalmente il rivedere e il correggere il testo è una attività da fare una volta che questo è completamente terminato, ma farlo su quanto già hai fermato sul foglio, anche quando non hai ancora completato il tuo lavoro, ti permette, da una parte, di “rientrare” nel racconto, dall’altra di ignorare la situazione di blocco e di arrivare al punto lasciato in sospeso con nuove idee.
Nel rileggere il già scritto, inoltre, ci si può rendere conto di duplicazioni, di frasi fuori sequenza, di mancanze logiche. Andando a correggere il tutto si può scoprire che, magari, non si aveva un blocco dello scrittore, ma si era già detto tutto, ma in maniera disordinata: il lavoro da fare era solamente quello di riordinare.
Blocco dello scrittore, nota finale
Come dicevo, questi miei suggerimento più che per uno scrittore creativo, sono utili per un copy writer, per un giornalista. Per chi non deve “creare” dei fatti, ma deve sistematizzarne di esistenti.
In questo caso il blocco dello scrittore non è, quindi, tanto un non sapere “cosa” scrivere, ma un non sapere “come” scriverlo.
Per individuare il “cosa“, comunque, serve che a monte ci sia la capacità di vedere la notizia, di saper individuare i punti salienti, di esser in grado, anche attraverso le classiche 5W, di raccontare quanto va raccontato.
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