Analisi dei dati: dovrebbe essere una attività oggettiva. Vedo i dati, li elaboro e ricavo delle risposte. Però, in realtà, queste risposte possono risultare diverse proprio a seconda di come analizzo i dati in mio possesso.
In questo post riprendo alcuni argomenti già trattati in precedenza: da una parte di come le classifiche possono essere “manipolate” a seconda di come vengono interpretati i dati (Da statistica a classifica, falsando la comunicazione), dall’altra il concetto di “pensiero laterale”, ovvero di come uno stesso fatto può portare a interpretazioni diverse a seconda di come si decida di guardarlo (Pensiero laterale, evoluzione e crisi).
L’idea di questo post mi è venuto al termine delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (tenutesi nel 2021 causa Covid), facendomi la domanda: chi ha avuto più successo?
Gli Stati Uniti hanno vinto più medaglie di tutti, ma è questo il successo?
Oppure il successo è il rapporto tra risultati ottenuti e sforzi impiegati?
Partendo da questa idea sono andato ad analizzare il medagliere delle olimpiadi di Tokyo introducendo altri parametri di analisi oltre il semplice computo delle medaglie.
E cambiando i parametri cambiano anche le risposte che si ottengono, perché a seconda di come si decide di analizzare i dati i risultati cambiano.

Questo post in sintesi
Non hai tempo? Vuoi capire quanto ti “stuzzica” questo post? Vuoi un “bignami” di quanto troverai scritto nei prossimi paragrafi?
Ecco qui!
Analisi dei dati delle vittorie: il medagliere classico
Nello stilare il medagliere normalmente si contano come prima cosa gli ori. Un oro vale più di tanti argenti!
Ad esempio nel medagliere ufficiale il Kossovo viene prima dell’Ucraina. Ma in realtà il Kossovo ha vinto solo due medaglie (ambedue d’oro) mentre l’Ucraina ne ha vinte 19 (un oro, sei argenti e dodici bronzi).
Vero, l’oro “pesa”, ma se si pensa al risultato finale, in realtà il movimento sportivo ucraino è riuscito a coltivare un maggior numero di talenti rispetto a quello Kossovaro.

E in effetti ci sono due modi “ufficiali” di stilare il medagliere. Basta vedere la classifica pubblicata dal New York Times e quella del Corriere della Sera: sul giornale americano la terza piazza è occupata dal Comitato Olimpico Russo (nota: per problemi di doping, nel 2019 la Russia come nazione è stata esclusa dalle Olimpiadi per quattro anni) e il Giappone la quinta. Nella versione del quotidiano italiano, le due nazioni hanno i posti scambiati. La ragione è semplice: gli italiani contano gli ori, gli americani il numero totale di medaglie.
Per la cronaca l’Italia risulta decima come ori e settima come numero di medaglie.
Analisi dei dati: “pesare” i risultati
Però, non nascondiamoci dietro un dito: un oro pesa più di un argento e un argento più di un bronzo… pesano di più mediaticamente, pesano di più come soddisfazione dell’atleta, pesano di più come risultato.
Ecco allora che ha senso fare una classifica pesata. Nell’analisi dei dati, cioè, è giusto andare a inserire un parametro che vada a creare una equivalenza tra il risultato migliore e quello precedente. Questa modalità di analisi dei dati può avvenire introducendo, ad esempio, un moltiplicatore oggettivo, ma, se non disponibile, anche uno soggettivo è accettabile.
Analisi dei dati pesata: il moltiplicatore oggettivo

Il primo esempio, il più semplice, che mi viene in mente per un moltiplicatore oggettivo è l’equivalenza nelle scale di misura: quanto pesa di più un chilogrammo rispetto a un grammo? Mille volte di più.
Oppure il cambio di una moneta. Il valore di cambio varia, ma viene ricavato da oggettive variazioni di mercato.
Analisi dei dati pesata: il moltiplicatore soggettivo
Quando non si può procedere introducendo un moltiplicatore scientificamente certo, la soluzione è di introdurne uno che abbia una logica, magari opinabile, ma logica.
In questa analisi dei dati del medagliere delle Olimpiadi di Tokyo, ho deciso di introdurre una equivalenza semplice semplice, dando ad ogni oro il valore di tre punti, all’argento di due e al bronzo di uno..

Introducendo questa variazione, in realtà, per le prime posizioni il medagliere non cambia e risulta essere uguale a quello del semplice conto del numero di medaglie.
Per apprezzare la differenza occorre scendere fino al sedicesimo posto. Con il conto del numero di medaglie questo è occupato dall’Ucraina con 19 podi (un oro, 6 argenti e 12 bronzi), con il metodo “pesato”, il posto viene occupato da Cuba con 32 punti (3×7 ori, 2×3 argenti e 1×5 bronzi). Nel conto delle medaglie Cuba era diciottesima, con il modello pesato l’Ucraina diventa diciannovesima. Per completezza: usando il metodo della classifica con preminenza degli ori, Cuba è quattordicesima, mentre l’Ucraina è quarantaquattresima!
Analisi dei dati o analisi dei risultati?
Fino ad ora l’unico parametro che si è preso in esame in questa analisi dei dati è stato il numero di podi alle Olimpiadi 2020 (svoltesi nel ’21). Ma è l’unico giusto parametro per analizzare un successo?

Un successo, in effetti, dipende sì dal risultato finale ottenuto, ma anche dallo sforzo che si è impiegato per ottenerlo.
Se per vincere 1.000 euro alla lotteria ne spendo 10.000, il risultato sarà anche stato raggiunto, ma attraverso uno sforzo eccessivo.
Ha quindi logica, anche economica, andare a parametrizzare il risultato con lo sforzo che è stato necessario per ottenere quel risultato.
Analisi dei risultati in rapporto agli atleti
Tornando al nostro medagliere delle Olimpiadi di Tokyo vediamo che il maggior numero di ori, il maggior numero di podi e il maggior punteggio “pesato” (vd paragrafo precedente) è quello degli Stati Uniti, con 39 ori, 113 podi e 232 punti.

Ma con quale “potenza di fuoco” sono stati ottenuti questi risultati? Gli Usa hanno portato alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 la delegazione più numerosa: 1.033 atleti. In pratica, con un “conto della serva”, sono mediamente serviti 11 atleti ogni podio.
San Marino, invece, ha ottenuto un argento e due bronzi, portando a Tokyo 5 atleti, con una redditività, quindi del 60%, ovvero per ogni medaglia gli sono stati sufficienti 0,6 atleti.
Se andiamo così a rivedere il “podio” del medagliere verificando la redditività degli atleti di ogni delegazione e lo facciamo utilizzando il rapporto tra medaglie “pesate” e il numero di atleti, ecco che gli Stati Uniti diventano ventunesimi e il primo posto viene conquistato dalle Bermuda che, con due atleti, ha conquistato un oro (tre punti) con una redditività di 1,5.
San Marino, in questa classifica, è seconda con 5 atleti, 4 punti e una redditività di 0,8. Terzo è il Kossovo con 11 atleti, 6 punti e 0,54 di redditività. La prima dei “grandi” è la Cina al settimo posto con 196 punti, 449 atleti e 0,436 di redditività. L’Italia diventa 44esima con 70 punti, 430 atleti e una susseguente redditività di 0,162.
Analisi dei risultati in rapporto alla popolazione
Un altro parametro che ritengo interessante nell’analisi dei dati per i risultati olimpici è il bacino d’utenza, ovvero la popolazione nazionale.
Dal momento che non tutti nasciamo atleti, ovviamente più vasta è la popolazione di una nazione più aumentano le possibilità di trovarvi dei campioni. In quest’ottica un oro conquistato da un micro stato ha un valore maggiore rispetto a quello conquistato da una mega nazione.

Basandomi sempre sui valori pesati dei risultati olimpici, ho parametrizzato questi risultati alla popolazione nazionale. Ovviamente anche in questo caso la graduatoria viene stravolta e le prime nazioni in termini di numeri di medaglie scivolano verso il basso.
Rispetto a quanto avevamo visto nel rapporto con il numero di atleti, in questo caso San Marino e Bermuda si scambiano di posto e la Repubblica del Monte Titano risulta la migliore al mondo con un rapporto tra punti medaglie e popolazione di 1,20 ogni 10mila abitanti, mentre l’isola caraibica ottiene un rapporto di 0,47 (arrotondato). Terza piazza per le Bahamas con un rapporto di 0,15.
Il primo dei “grandi medagliati” è il Belgio in 12esima posizione, l’Italia è 35esima e gli Stati Uniti scendono molto nella classifica e finiscono al 55esimo posto. Peggio fa la Cina che si ritrova al 76esimo gradino.
Analisi dei risultati in rapporto al reddito
Ma se il bacino di potenziali atleti è importante, non è nemmeno da dimenticare la ricchezza della nazione. Se si è poveri non si hanno molte braccia da “sprecare” in attività “oziose” quale lo sport: occorre procurarsi da mangiare.
Senza considerare che al giorno d’oggi l’attività sportiva oltre che impegno e talento necessita anche di soldi (attrezzature, allenamento, staff…).
Ecco quindi che diventa interessante rapportare i “punti medaglia” di ogni nazione al suo reddito e, per completezza, l’ho rapportato sia al Pil totale sia al Pil procapite.

Per quanto riguarda il Pil il podio è, nuovamente, di San Marino, seguito da Giamaica e Georgia (purtroppo non ho trovato i dati del Pil di Bermuda, così come quelli di Cuba e Portorico, che quindi rimangono fuori dall’analisi). In questa classifica l’Italia è 56esima e gli Usa sono 80esimi.

Per il Pil procapite la situazione cambia. In questo caso essere piccoli e ricchi fa, ovviamente, scendere in classifica, mentre fa salire essere popolosi, ma con un pil nazionale di rispetto, che permetta di investire nello sport, ma senza far salire troppo il reddito medio (nessun giudizio di valore, ovviamente, ma solo matematico). Infatti nelle prime tre posizioni troviamo la Cina, seguita dall’Uganda e poi dal Comitato Olimpico Russo. Gli Usa sono dodicesimi e l’Italia 24esima. Anche in questo caso, però, mi mancano i dati di Bermuda, Cuba e Siria che non entrano quindi in classifica.
Analisi dei dati: cosa ci insegna il medagliere
Quello che questa esamina ci insegna sono due cose.
Da una parte che l’oggettività dei dati è pari all’oggettività di una notizia, come diceva Montanelli, ovvero che la Verità con la “V” maiuscola non esiste e giocando bene le proprie carte il comunicatore può dire tutto o il contrario di tutto.
Per questo nel mio ruolo di formatore sprono i miei allievi a non fermarsi ad analizzare solo i risultati, ma anche la metodologia e i calcoli che a quei risultati hanno portato.
L’altro insegnamento è che se non esiste una Verità, allora guardando i fatti con prospettive diverse potremo individuare tante verità con la “v” minuscola, ma che non per questo sono meno importanti… anzi, forse lo sono di più.
Fonti
Questo post è stato scritto a inizio agosto del 2021, a ridosso della fine delle Olimpiadi. I dati economici e sulla popolazione dei paesi, utilizzati per i calcoli, sono, quindi, quelli trovati in questo periodo e che in futuro potranno cambiare.
È quindi probabile che le pagine che cito come fonti, in futuro vengano aggiornate con dati più recenti, modificando quindi i numeri da me utilizzati.
Per questa ragione, di seguito, oltre ai link alle pagine originali, inserisco il link anche a dei pdf che “congelino” nel tempo quelle pagine.
- sicuramente wikipedia terrà memoria del medagliere
- Per quanto riguarda il numero di atleti partecipanti per nazione ho fatto un po’ fatica a trovare i dati e l’unica pagina che li desse era quella di Eurosport, che non son certo rimanga online anche in futuro e quindi ecco il pdf per Eurosport
- Per la popolazione per stati mi sono affidato a wikipedia che riporta dati da fonti diverse e di anni diversi, anche se la maggior parte del 2020 e del 2021. Anche in questo caso un pdf (per popolazione) “blocca” questa informazione per il futuro.
- Per la “ricchezza delle nazioni”, mi sono riferito alla colonna con i dati del Fmi, Fondo Monetario Internazionale, nella pagina Stati per Pil di wikipedia. La pagina l’ho trasformata in pdf (per Pil) per le eventuali consultazioni future.
- Sempre wikipedia, è la mia fonte per il Pil procapite con dati del Fmi riferiti al 2018 (quindi pre pandemia: so che possono esserci state modifiche anche significative, ma non credo rilevanti per il fine di questo post). Anche in questo caso un pdf (per Pil procapite) fotografa i dati da me usati.
- Infine le mie elaborazioni del medagliere, che ho usato per scrivere questo post, ho deciso di renderle disponibili solo attraverso un pdf, che ho però inglobato in questa pagina, e che è possibile scorrere qui sotto:
- Scrivere email in modo professionale - 20 Ottobre 2022
- Leggere e capire i numeri per comunicare - 6 Ottobre 2022
- Aggiornare il blog… e se non lo fai per mesi? - 16 Settembre 2022














